Lo hai scritto. E adesso?

Lavori su questo romanzo da mesi, anni addirittura. Ami la storia che hai raccontato, la sentivi dentro da sempre e finalmente eccola qua: cento, duecento cartelle di parole e punteggiatura, idee, emozioni, energia. Lo hai scritto di notte e nei ritagli di tempo, in pausa pranzo, mentre eri in fila alla cassa del supermercato; quando ci lavoravi ti sentivi invincibile, come se fossi posseduto dal fuoco sacro dell’arte, nessun dubbio, nessuna esitazione. Ti sei diretto verso la parola fine con coraggio e abnegazione. Zigzagando tra paragrafi e capitoli, scavalcando periodi lunghi e divorando frasi brevi sei scivolato fino all’epilogo come un maratoneta che abbia corso per miglia e miglia e si aspetti di trovare al traguardo una folla di gente ad acclamare la sua impresa, acqua fresca e magari anche un bel trofeo.

Invece non c’è nessuno.

Percorri l’ultimo metro stanchissimo, con la bocca asciutta e una sete tremenda. Tagli il traguardo, il nastro rosso incontra l’asfalto e i tuoi occhi si perdono su una landa infinita, deserta. E fa pure parecchio caldo. Dopo il primo attimo di panico, la domanda che ti fai è:

E ADESSO?

Adesso arriva il bello, mio caro autore, maratoneta della parola. Ora, in questo preciso istante, tutto ha veramente inizio. Se guardi bene laggiù, proprio sotto quella duna bianca, non scorgi forse qualcosa luccicare sotto al sole? Avvicinati, hai fatto miglia e miglia, cosa vuoi che sia qualche altro passo, vai, su, su. Non avere paura. In fondo sei da solo nel mezzo di un deserto alle due del pomeriggio, difficile che la situazione peggiori. Aspetta, aspetta. Mi sembra di sentire il tuo cuore che accelera. Hai visto anche tu l’insegna, vero? E i tavolinetti in ferro battuto sotto la veranda. Aumenti l’andatura e il vento bollente ti porta il vociare sommesso delle persone sedute all’ombra, ti sembra persino di sentire il tintinnio dei bicchieri e quello più sottile dei cubetti di ghiaccio che galleggiano nelle bibite fresche. Ora che ci fai caso, su quel versante della duna ci sono innumerevoli altri chioschi con le insegne svettanti, le bandierine, i tavolini e tutto. Ti concentri su quello che ha attratto la tua attenzione. Ti schermi gli occhi con la mano e leggi l’insegna. C’è scritto:

BENVENUTO!

Sorridi e attraversi l’ultimo tratto di sabbia incandescente quasi volando. L’ombra della tettoia è refrigerante, c’è profumo di cibo e tutto intorno a te le persone conversano amabilmente. Ti avvicini al tavolo libero e finalmente ti siedi. Dopo qualche secondo dall’interno del locale arriva un ragazzo dai capelli chiari e gli occhi del colore dell’oro. Ha in mano un taccuino e una matita.

– Salve! – ti dice, – cosa desidera?

– Cos’avete di buono? – domandi tu.

– Allora. Possiamo servirle Editing ai frutti di bosco, accompagnato da succo d’ananas e mango, Iper editing con marmellata di fragole fatta in casa, Scheda di lettura con ghiaccio, lime e succo di pesca, Book Coaching latte e menta, con una spolveratina di cioccolato fondente… – il ragazzo continua a descrivere quelle cose meravigliose e tu quasi ti commuovi – e per finire – aggiunge, come se stesse posizionando la ciliegina glassata su una torta a nove piani – Traduzioni Letterarie su base di pan di spagna leggermente bagnato nel Rum e Ghostwriting servito su letto di macedonia fresca e condito con panna e caramello.

Hai l’acquolina in bocca. – Ho appena terminato la maratona – dici – sono stanco e confuso e… non so, in questo momento credo di volere tutto!

– Sono qui apposta! – esclama il ragazzo. L’aiuterò a scegliere fra le prelibatezze del nostro menu, in modo che sia soddisfatto come merita, dopo tutta la strada che ha fatto per trovarci.

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